Biografia

Giuseppe Padovano

Giuseppe Padovano (Casarano, 20 marzo 1947) è un pittore, scultore  e scenografo  italiano.

Le sue opere sono collocate in permanenza in alcuni musei e fondazioni di prestigio internazionale, tra cui il Thyssen­Bornemisza di Madrid, Museum of Art di Vienna, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, la Fondazione Treccani a Milano e la Fondazione Corrente a Milano.

Biografia

Nasce da Candida D’Aquino (1920-1999) e da Giacinto Padovano (1915-1998), primogenito di tre sorelle: Antonietta (1948), Lucia (1952), Adriana (1961).

Giuseppe fin da ragazzo durante gli anni delle scuole primarie, il suo insegnante Luigi Lupo che era un pittore (amatore paesaggista) si meravigliava molto dei disegni e dipinti a tempera. Lupo che era un socialista, lo portava sempre alle riunioni di partito e comizi nei vari paesi del salento, Racale,Gallipoli,Otranto  ed anche in vacanza, dove ogni anno d’estate soggiornava in un appartamento preso in affitto per i mesi d’estate a S.C. Terme. Di fronte alla casa di famiglia dell’attore Carmelo Bene (1937-2002) nato a Campi Salentina (LE). Nella metà degli anni ’60 del secolo scorso allora studente all’Accademia d’Arte drammatica di Roma, Luigi Lupo era molto amico della famiglia Bene, poiché la famiglia di Carmelo erano professori al Liceo Classico di Lecce, e quindi ogni estate Carmelo Bene recitava per i vicini di casa, in anteprima i suoi lavori dell’Accademia che in quell’anno era stato cacciato per indisciplina, poiché riteneva i professori troppo tradizionalisti.Intanto preparava il suo primo debutto al cinema “Nostra Signora dei Turchi” che fu girato a S.Cesarea Terme in una vecchia villa costruita in stile orientale (Moresco), molte comparse erano di S.Cesarea Terme, amici e conoscenti di Carmelo Bene.Da ragazzino subisce il fascino dell’architettura (Barocco leccese) e all ‘età di anni entra nello studio del pittore Casaranese, maestro decoratore e pittore dilettante Grazio Sansò che gli insegna i primi rudimenti. Nel periodo salentino collabora ancora con il maestro Sansò per il restauro delle chiese di Sanarica, Gallipoli, Calimera e Palazzo Pisanelli Tricase.Nel 1963 dopo aver trascorso l ‘infanzia e la prima giovinezza nel Salento, con lo zio materno Pietro Picci, si trasferisce in Svizzera a Coira, capitale dei Grigioni. A sedici anni il giovane Giuseppe rivela qualità artistiche precocemente sorprendenti. Nello stesso anno, lo zio Pietro Picci lo iscrive a una scuola d ‘arte serale di Coira  “Corso di disegno e pittura”, diretta da Otto Braschler (nato a Ins, Cantone Berna, Svizzera, 1909 – morto a Coira nel 1985), e gli paga le prime rette, che dura tre anni. Otto Braschler è da poco rientrato da un lungo soggiorno parigino con Alberto Giacometti, pure  lui  Grigionese:  il  suo maestro  diventa il suo primo  mecenate,  acquistando  tre suoi quadri per la somma  di  frs. 4.000,00. Ad una  conferenza  sul   divisionismo  di Giovanni  Segantini del  1963, al Kunsthaus  di Coira, conosce  Valentina  Menghini  con  la quale  instaura  un’affettuosa  amicizia;  figlia  dell ‘editore Menghini di Poschiavo (Svizzera), studentessa al Liceo di Coira e amica della famiglia Giacometti, pittori e scultori della Valle Bregaglia, sempre nel Cantone dei Grigioni, ma da molti anni abitanti a Coira, capitale del Cantone dci Grigioni, nella Confederazione Elvetica.

Nel 1965 e negli anni successivi, il maestro Otto Braschler compra ancora diversi quadri dell’artista Padovano: queste vendite gli permettono di iniziare i lavori di costruzione della sua prima casa a Casarano, nella Penisola Salentina, il cui valore nel 1970 si aggirava sui 5 milioni di lire italiane.A Coira ha modo di conoscere galleristi e artisti con l ‘autorevole presentazione di Alberto Giacometti e del suo Maestro Otto Braschler. Alberto Giacometti muore all’ospedale di Coira nel 1965.Nel 1971 va ad abitare a Milano, in Via Ripa di Porta Ticinese, 47,Naviglio Grande),quartiere di artisti, pittori e poeti, ospite del suo compaesano Battista Placì. Nello stesso palazzo di ringhiera abitava la poetessa Alda Merini.

A Milano frequenta il Bar Giamaica , quartiere di Brera, a due passi dall’Accademia punto di raccolta degli spiriti più anticonformisti, scrittori,pittori,attori,poeti,conduce una vitabohemienne, dividendo lo studio-abitazione con i fratelli Alex e Gimmy Liccione, studenti provenienti da New York.

Il bar Giamaica in quei tempi era frequentato da grandi artisti e da squattrinati come Ugo Mulas,Salvatore Quasimodo,Guido Aristarco,critico della Biennale del Cinema di Venezia, Dario Fò,Piero Manzoni,Leonardo Sciascia,Lucio Fontana,il Regista Lattuada,, il produttore cinematografico Alfredo Bini (produttore di tutti ifilm di Pasolini), Ernesto Treccani, Raffaele De Grada, Renato Guttuso, Migneco, Domenico Purificato, l’anarchico Valpreda.

Alfredo Mazzotta,Piero Dorazio, Stefano Pizzi, Mariangela Melato, Gina Lollobrigida,con la quale instaura una affettuosa amicizia, Andrea Cascella, W. Lazzaro. 

 Supera l’esame di ammissione all’Accademia delle Belle Arti di Brera; vince una borsa di studio per il 1972-73, allievo di Domenico Purificato e contemporaneamente frequenta il Liceo Artistico Cimabue, allievo di A. Santagostino. Lo stesso anno conosce il Maestro Domenico Cantatore, insegnante all ‘Accademia di Brera, suo conterraneo, che a sua volta lo presenta a diversi artisti milanesi, tra i quali Alik Cavaliere, Raffaele Carrieri,Carolina Hollinger (sorella della futura moglie Wendy Mary Hollinger) e l’attrice e pittrice Mariangela Melato.Nel 1974 all’Accademia di Brera consegue la laurea con la tesi su1 movimento Dadaista Zurighese: relatore Guido Ballo, titolare della Cattedra di Storia dell ‘Arte all’Accademia di Brera. Ballo presenta a Padovano il pittore siciliano Antonio Lipera, proveniente da Biancavilla, provincia di Catania; successivamente diventano amici fraterni e aprono insieme un atelier d’arte a Milano, in Via Forze Armate al n. 172. Nello stesso periodo, Antonio Lipera lo fa conoscere ai suoi due fratelli Carmelo e Salvatore, che abitavano nella sua stessa casa in Via Zendrini al n. 20, che, per Giuseppe Padovano, diventa una seconda casa a Milano.

Nel 1975 si sposta nella Svizzera tedesca, a Zurigo, Dietikon, affitta il suo primo studio e si iscrive alla Società dei Pittori, Scultori ed Architetti svizzeri, sezione di Zurigo, ed inizia il suo periodo dell’espressionismo astratto.

Nel 1976, con il prof. Fernando De Filippi, conclude il corso di serigrafia dell’Accademia di Brera.

Durante la sua prima mostra personale, dal 20 ottobre al 21 novembre 1977, patrocinata dal Consolato Italiano nel foyer del Stadttheater di Coira, l ‘artista riceve forti critiche poiché l’ambiente culturale grigionese era fortemente influenzato dai Giacometti, dall’espressionismo di Herbert Ludwig Kirkner (malato di bronchite)che aveva vissuto per molti anni a Davos, nei Grigioni, e dal divisionista Giovanni Segantini, vissuto per molti anni a Saint Moritz e a Coira. A Milano con Tito Varisco dipinge le scene della Turandot di Puccini per il Teatro alla Scala.

Raffaele De Grada nel 1977 lo invita a candidarsi alle elezioni amministrative per il Comune di Milano, nel partito M.L.S. Lo stesso anno, il suo amico scrittore ed editore Anton Gantner gli organizza una mostra personale al Museo d’Arte and Kommunikations del Principato del Liechtenstein. La sua tecnica pittorica, molto incisiva,   risente   dell’influenza   dell’espressionismo    astratto   (Robert Rauscemberg) ed è qui che emerge il suo stile, astratto e dai colori tenui, che contraddistingue questo suo periodo. Anton Gantner acquista un suo quadro, “Occhio nello spazio” , per la somma di frs. 12.000.Nel  1978 consegue la laurea in scultura all ‘Accademia di Brera con la tesi su “Arte e Società nel Novecento”, relatore prof. Raffaele De Grada, esito 110 cum laude. Proprio Raffaele De Grada gli presenta suo cognato Ernesto Treccani, pittore,  figlio di Giovanni Treccani,fondatore della famosa enciclopedia “Treccani” e co-fondatore del movimento di corrente (Milano 1938), insieme a Raffaele De Grada, Guttuso, Birolli, Sassu, il regista Lattuada, Oreste Magrì (ispanista), Alfredo Bini ed E. Morlotti. Nello stesso anno Ernesto Treccani gli presenta Demetrio Vittorini, figlio dello scrittore Elio Vittorini. Concorre per una cattedra di Disegno all’Accademia delle Belle Arti di Brera e si classifica al secondo posto.Nel 1979 viene invitato a Barcellona per la mostra “Omaggio a Picasso”, nel centenario della sua nascita, organizzata dal mercante d’arte ed editore catalano Santiago Palet.Nel 1980 fa amicizia, a Rovio, con l ‘architetto Tita Carloni, Maestro dell ‘architetto Mario Botta.

Il 20 settembre dello stesso anno, sposa a Rovio, nel Canton Ticino (Svizzera), Wendy Mary Hollinger, nata a Washington nel marzo 1956, pittrice e ceramista americana, conosciuta nei corsi universitari dell’Accademia  di  Brera  a Milano.  Testimone  d i  nozze  il  critico  e storico d’Arte Raffaele De Grada, allievo del prof. Longhi (capostipite della storia dell’Arte italiana) e del filosofo A. Banfi.

Durante un vernissage a  Milano,  nel 1982, Raffaele De Grada lo presenta  al poeta  spagnolo Rafael Alberti e a  Sergio Ortega : insieme decidono di  fare le vacanze nel  Salento. Partono  in agosto per Gallipoli e poi  per  Casarano,  dove vengono  ospitati nella  sua casa;  durante il mese  di vacanza, Padovano  esegue  diversi  ritratti  ad olio sia a Rafael Alberti  che a Sergio Ortega.

Nel  1983 organizza a Casarano nel cine-teatro Araldo un recital col poeta spagnolo Rafael Alberti (1902-1999) e con Sergio Ortega, cantautore-chitarrista  spagnolo, esponendo nel foyer del teatro 9 d i segni e 14 dipinti, il tutto patrocinato dal Comune di C:asarano (sindaco Luigi Memmi).

L’8 ottobre 1983 nasce a Lugano la figlia Naomi Sofia ,Anne apre con la moglie una Galleria d ‘Arte, “Casa d’Arte Wendy”, a Caslano Ticino (Svizzera), dove espongono, nell’ambito di una mostra, 30 disegni di Pablo Picasso. I disegni di Picasso sono prestati a Padovano per la mostra dalla figlia Paloma Picasso. Alla stessa inaugurazione suona e canta Sergio Ortega. Il poeta Rafael Alberti dedica a Padovano una poesia: “Farfallina salentina”.

Nel 1985, insieme a Raffaele De Grada, con il patrocinio del Comune e menzionato con un servizio dal telegiornale Svizzero, apre il Centro Culturale Borromini a Melano (Canton Ticino), dove espongono pittori internazionali.

Nel 1986 la Pinacoteca Nazionale di Bologna acquista ed espone un quadro di Padovano, titolato “La strage di Bologna”.

L’anno seguente restaura la villa di Lugano di Peter Ottiger, editore del giornale di Zurigo “Neue Ziiricher Zeitung “, che gli presenta il suo amico industriale e collezionista Hans Peter Hoffmann, il quale acquista diverse sue opere, tra cui il ritratto del dott. Anton Gantner. Il 19-02-1988 il Consiglio comunale di Casarano prende atto delle affermazioni artistiche di Padovano esprimendo il compiacimento dell’Amministrazione comunale per i risultati raggiunti nella sua carriera artistica (sindaco Luigi Memmi).Nello stesso anno nasce il figlio Andrea Giacinto Llewellyn, a Lugano. Acquista una casa a Carona (Svizzera): una grossa parte del pagamento di essa è il frutto della vendita di alcuni suoi quadri. All’interno della stessa apre il suo studio artistico e di serigrafia dove edita diverse tirature serigrafiche di Ernesto Treccani, Salvador Dalì e altri autori contemporanei. Stampa in proprio la rivista d’arte “ARTS”, utilizzando una macchina da stampa offset Fuji.Nel  1991 la Galleria  “Nel mondo dei fìori”  di Lugano organizza una mostra collettiva a tema:  “Da Treccani a Padovano” dove espongono Ernesto Treccani, Mario Robaudi,  Giuseppe Padovano,Wendy Hollinger, Amanda Lear, Gioxe De Micheli, Ennio Morlotti, Domenico Cantatore e Andrea Cascella. Nel dicembre dello stesso anno fonda la rivista d’arte e cultura “ARTS” con il critico e storico d’arte Raffaele De Grada; viene presentata al pubblico il 21 dicembre presso il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto (Canton Ticino), con il sostegno economico del Dipartimento dell’Istruzione e della Cultura del Canton Ticino e del suocero Llewellyn Hollinger (generale U.S.A.F.). La rivista “ARTS” è stata per molti anni uno strumento di informazione e di confronto culturale; ha pubblicato, fra l’altro, scritti di autorevoli personalità del mondo dell’arte e della cultura come Giovanni Spadolini, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Giorgio Seveso,Rossana Bossaglia, Vittorio Sgarbi, l’architetto Mario Botta (che sarà il testimone di nozze della baronessa Francesca von Thyssen), Bruno S. Frev, Verner W. Pommeryhne, Enrico Predini, Osvaldo Patani, Gian Alberto Dell ‘Acqua.Sempre nel 1991, a Lugano, Padovano diviene amico del barone Hans A. Heinrich von Thyssen, grande collezionista, che gli commissiona il ritratto della figlia Francesca e acquista diverse opere, tra le quali “Ritratto di giovane coppia “, per un valore di due milioni di frs. In seguito, il barone von Thyssen diventa il principale mecenate dell’artista Giuseppe Padovano.

Durante un ricevimento a Villa Favorita il barone gli presenta la figlia Francesca von

Thyssen ,futura arciduchessa d’Austria, con la quale instaura un’affettuosa amicizia e nel 1991 gli commissiona tre ritratti, e Padovano la ritrae nell ‘autunno a Villa Favorita: «La luce calibrata illumina di fronte il volto della nobildonna i cui occhi, di un bel tono castano-dorato , esprimono una tenerezza pensosa. Lo sfondo delle pareti dipinte di rosa salmone, il vestito di raffinata fattura, illuminata a giorno, si vede su un lato in alto a sinistra una parte del quadro (autore futurista?), le labbra chiuse approfondiscono il valore emozionale e psicologico del ritratto, inserendo il dipinto nella mente dello spettatore in una dimensione senza tempo, ancorata a quello sguardo indimenticabile e al tempo stesso fiero” (da “IlGiornale del Popolo”, 1996, Lugano). Nel 1992  il  Barone von Thyssen offre a Padovano la direzione del Museo Thyssen  di Lugano, che Padovano rifiuta. Lo stesso anno, a Milano ha modo di conoscere galleristi ed artisti della Transavanguardia che gravitano attorno alla Galleria “Studio Oggetto” , punto di riferimento degli spiriti più anticonformisti,poeti, pittori,registi,musicisti: Mario Schifano, Alighiero Boetti, Fernando De Filippi, Sergio Ortega, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Giuseppe Chiari e il critico Enrico Pedrini del movimento Flux. Diventerà poi suo grande amico e sostenitore ilcollezionista, nonché editore, Giuseppe Napolitano , che pubblicherà la sua tesi sul Novecento e lo aiuterà economicamente nei momenti difficili, acquistandogli diversi dipinti.

Si trasferisce a Barcellona , nel 1992, dove il suo amico e mercante d’arte Santiago Palet gli affitta l o studio nella sua casa a Colle Serola Park. Durante il soggiorno spagnolo dipinge molte opere (espressionismo astratto). Santiago Palet lo presenta ad Antonio Tapies e, a Barcellona , subisce il fascino del Modernismo Catalano e dell’architettura di Gaudì. Durante un vernissage Santiago gli presenta Fiorentino Pérez, collezionista e patron del Real Madrid. Nel 1993 mette in scena, per il Festival Euroclassic di Pirmasens (Germania),  “Il Signor Bruschino” opera buffa, e “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini ; così scrive il direttore del Teatro San Carlo di Napoli, Arnoldo De Angelis: «Misurata ed elegante sia la scenografia che la regia di Giuseppe Padovano,essenziale ed in carattere con la tradizione settecentesca dell’Opera Italiana». Nel corso dello stesso anno, il Presidente del Senato Prof. Giovanni Spadolini si congratula con Padovano per la interessante pubblicazione della rivista “ARTS” e lo invita a partecipare ad una conferenza a Lugano dedicata a Giuseppe Prezzolini, commissionandogli anche un suo ritratto.

Sempre nel 1993 Ernesto Treccani commissiona a Padovano tre ritratti: del cognato critico e storico dell’arte Raffaele De Grada, della consorte sorella di Raffaele De Grada, e il proprio ritratto personale.Dal 1993 insegna Storia dell’Arte al Liceo Artistico “Michelangelo Buonarroti” di Lugano. Nel marzo del 1995 il console italiano Lucio Pallotta invita Giuseppe Padovano a presentarsi presso il Consolato d’Italia a Lugano (Svizzera) per essere “schedato”.

Il 18 aprile 1995 a Ginevra, presso l’Hotel Intercontinentale, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro lo invita ad un incontro per congratularsi con lui per le sue affermazioni artistiche.Lo stesso anno, il console generale d’Italia Lucio Pallotta gli presenta la pittrice Angiola Tremonti, sorella del ministro Giulio Tremonti. Anche l’Arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini si congratula con lui per la pubblicazione della rivista “ARTS “, ritenendola interessante, e lo elogia chiedendogli un incontro a Lugano e commissionandogli nel contempo un suo ritratto. Nel 1997 Giuseppe Padovano viene incaricato dal Direttore e  curatore del Kunsthistorisches Museum di Vienna, Dott. Rudolf Disteiberger, di organizzare la mostra dal titolo: “Der Zauber edler Steine” (evento accademico), per conto della Confederazione Elvetica: esposizione di pietre dure e pietre preziose, alta gioielleria e quadri di varie scuole italiane,francesi, tedesche, ungheresi e austriache, provenienti dalla Collezione degli Imperatori d’Asburgo, per festeggiare il 500° anniversario del Coro “Vienna Boys ‘Choir “.Durante la manifestazione del 25 aprile 1997 (Festa Nazionale della Liberazione), Padovano èinvitato dal console italiano per una mostra personale al Centro Culturale Carlo Cattaneo di Lugano: ospite speciale Armando Cossutta, deputato e vice presidente dell’ANPI, il quale pronuncia un lungo discorso sulla Resistenza italiana. A fine manifestazione Armando Cossutta e il Console d’Italia Lucio Pallotta si impegnano per l’acquisto di un quadro dell’artista, per la somma di 15.000 frs., da destinare alla collezione della Galleria d’Arte Moderna di Roma. Armando Cossutta e consorte diventeranno da allora ottimi amici di Padovano.Nel luglio del 1998 ritorna in patria a Casarano (Lecce) dove apre uno studio nella casa paterna. Lo stesso anno, il suo amico e sindaco uscente di Casarano, William Ingrosso (amico di Massimo D’Alema), lo invita a candidarsi al Comune di Casarano.Nel 1999 muore improvvisamente all’ospedale di Casarano la madre Candida D’Aquino. Lo stesso anno si spegne a Cadice, in Andalusia (Spagna), il suo amico e poeta Rafael Alberti, amico di Pablo, Picasso; muore anche il suo amico William Ingrosso in un incidente stradale.Nel 2002 muore nella sua villa di Sant Feliu de Guixols, in Costa Brava (Spagna), il barone e grande collezionista Hans Heinrich von Thyssen, proprietario di una delle più grandi collezioni private del mondo che conta 1.500 opere, dall’antichità fino agli artisti contemporanei; gran parte della favolosa collezione artistica privata del barone, la più importante del mondo, è oggi conservata al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, in Spagna, nelle sale del Palazzo Villahermosa. È parte integrante del magnifico “Paseo del Arte” madrileno, con i suoi vicini, il Museo del Prado e il Reina Sofia. Le migliori 775 opere di questa collezione sono state cedute nel 1993 allo Stato spagnolo in cambio di 338 milioni di dollari, un prezzo d’affezione. Il barone von Thyssen è stato tra i businessman più ricchi del mondo, anche per ave fondato il Thyssen-Bornemisza Group (TBG), creando un grande mercato negli Stati Uniti e nel mondo intero, costituito da oltre 250 imprese divise in vari rami di attività, che vanno dalla tecnologia informatica ai robot e ai macchinari agricoli, con nuovi sistemi gestionali sempre all’avanguardia.

Nel 2001 il suo cognato Luca Erba, figlio dell’industriale dei medicinali di nobile casa comasca, parente e socio di Silvio Berlusconi, offre a Padovano di lavorare per la loro società.

Nel 2003 il Comune di Casarano patrocinia una sua mostra personale a Palazzo Delia, dove vengono esposte 56 opere, dipinte ad olio (sindaco Remigio Venuti). Costretto da grosse difficoltà economiche, nello stesso anno, divorzia dalla moglie Wendy Hollinger .

Il 21 dicembre 2003 durante una mostra personale alla Galleria Comunale di Casarano, viene rubato il ritratto dell’arciduchessa d’Austria Francesca d’Asburgo, un quadro ad olio del valore di decine di migliaia di euro. Dal quotidiano di Lecce, 21 dicembre 2003: «Furto choc alla Mostra di Padovano» e così dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” e dai telegiornali di tutto il mondo.Nel 2008 muore improvvisamente a Carona (Canton Ticino, Svizzera) il suocero e sostenitore finanziario della rivista  “ARTS”, Llewellyn Hollinger, generale degli Stati Uniti d’America , che aveva fatto parte dello staff del Presidente John Fitzgerald Kennedy alla Casa Bianca e, durante la seconda guerra mondiale, anche dello staff dei Presidenti Franklin Delano Roosevelt e Harry Truman.Nel 2010 diventa amico di Dik Messmann, ricco collezionista olandese. Lo stesso anno muore a Milano il suo grande amico e maestro d’arte e di vita Raffaele De Grada, che lascia nell ‘artista un vuoto infinito.

Nel 2015 muore, dopo una breve malattia ali’ospedale di Napoli, un altro suo grande amico e sostenitore: l ‘editore Giuseppe Napolitano. In seguito Padovano gli dedicherà la poesia  “Orfano della musa di Capri “.

Lunedì 15 dicembre 2015, all ‘Ospedale San Camillo di Roma, muore l ‘amico e sostenitore  Armando Cossutta, che aveva partecipato alla resistenza con la Brigata Garibaldi, vice-presidente dell ‘ANPI. Nel dicembre dello stesso anno, torna in Spagna, a Barcellona, insieme con il suo amico catalano, mercante d’arte ed editore, Santiago Casajuana Palet: acquistano un terreno edificabile sulla Costa Brava, a Rosamar, nel comune di Santa Cristina d’Aro, in Catalogna, con l’intenzione di costruire una nuova galleria d’arte.

Stile artistico

Lo stile artistico di un pittore nasce come la pianta in un giardino di maggio.

Citazioni di Giuseppe Padovano                                                                                            

«Per mezzo della tecnica del mio ritratto, con la quale riesco a penetrare e comprendere fino in profondo gli altri, nel loro stato più intimo e nascosto, e mi permette di scoprire ogni aspetto umano nella sua totalità: così da raggiungere le più recondite profondità della natura umana».

«Per essere del proprio tempo l ‘artista deve navigare contro il proprio tempo».    

«Sogno che le Arti in tutte le loro espressioni siano nuovamente il Respiro vivo dell’umanità. Fin da bambino ho avuto la predilezione per dipingere. Artisti si nasce non si diventa. La vita prima o poi finisce, l’Arte resta».

«Nelle accademie e nei conservatori si possono imparare le tecniche ma non l’Arte. Il tempo passa, l’Arte resta».

«L’Arte non è privata e neanche pubblica. Essa non ha Stato, non ha un padrone, non ha frontiere, non ha passaporto».

«L’atto critico non è più un atto critico, ma diventa un atto creativo».

«L’artista è la mano che crea un’opera dal proprio pensiero; il critico è colui che viviseziona quell ‘opera senza saperne la giusta origine».

Documentari radio, video  televisivi

  • I colori dell’anima: il lungo viaggio di Giuseppe Padovano ” – Documentario della durata di due ore che rivive, attraverso il video di Silvestro Rizzello, il lungo viaggio di vita dell’artista Giuseppe Padovano che, nel 1963, parte da Gallipoli, nella Penisola Salentina, per raggiungere Coira, in Svizzera, e poi studiare all’Accademia di Brera, sui pittoreschi Navigli di Milano, creando nel 1988 la sua casa-atelier d’arte a Carona, in Canton Ticino, sulle montagne svizzere, e dipingendo nelle sale del Castel Grande di Bellinzona, la città famosa per i suoi castelli. Lo spettatore, oltre alla storia visiva, viene coinvolto dal bel canto e dalla musica tradizionale sud­ americana del chitarrista spagnolo Sergio Ortega, che reinterpreta le poesie di vari autori come Pablo Neruda et Rafael Alberti. È un lungo viaggio che porta a riivere i luoghi, dove per molti anni, ha vissuto il pittore Giuseppe Padovano, in compagnia dei suoi colori, dei suoi quadri e della sua poesia. Distribuzione: Art Media, Documenta, 2003 (Switzerland).
  • “Giuseppe Padovano” – Intervista radioonica, Radio Monte Ceneri (attuale Rete2 della Radio Svizzera Italiana), Gianni Gentile, 1991.
  • “Giuseppe Padovano” – Documentario televisivo, TSI, Televisione Svizzera Italiana, Marco Nessi, 1988.
  • “Giuseppe Padovano” – Intervista radiofoni ca, Radio .Monte Ceneri (attuale Rete2 della Radio Svizzera Italiana), Gianni Gentile, 1976.

Conferenze

•        “Il giovane Borromini , dagli esordi a San Carlo alle Quattro Fontane” – Sala Carlo Cattaneo, Consolato Generale d’Italia, Lugano (Svizzera).

•        “Gustave Courbet” -Museo d’Arte Moderna , Mendrisio (Svizzera).

•        “Achille Funi, quel pittore con la pipa e il montgomery marrone chiaro” – Centro Culturale Borromini, Milano, 1988.

•        “Emi! Nolde” – Museo d ‘Arte Moderna , Lugano (Svizzera).

•        “Dall’Ermitage a Villa Favorita” -Villa Favorita, Lugano (Svizzera), 1995.

•        “Il Signor Bruschino” di Gioacchino Rossini – Sala Carlo Cattaneo, Consolato Generale d’Italia, Lugano (Svizzera) .

•        “Pablo Picasso alla Galleria delle Arti di Agna ” -Agno , Lugano (Svizzera).

•        “Scomparso Federico Fellini, maestro dell’artificio” – Sala Congressi, Consolato Genera le d’Italia, Locarno (Svizzera).

•        “Il verismo montano di Hermann Oeschger” – Sala Congressi, Consolato Generale d’Italia, Locarno (Svizzera).

Bibliografia parziale e recensioni

•        “DieBlumenwelt  Zeigt Padovano” -Theater & Kunst – Testiner Zeitung, Locarno (Svizzera), luglio 20 1O.

•        “Intervista a Giuseppe Padovano” – di Laura Leuzzi, Il Tacco d’Italia – mensile del Salento, Casarano 2007.

•        “Furto choc alla mostra dz Giuseppe Padovano” – Il Quotidiano di Lecce, 21 dicembre 2003.

•        “Rubatoprezioso quadro del ritratto della baronessa von Thyssen ” – La Gazzetta del Mezzogiorno, 21 dicembre 2003.

•        “Giuseppe Padovano, una lunga ricerca” – Il Corriere del Ticino – quotidiano del Canton Ticino (Svizzera), Lugano 1995.

•        “L’intima realtà trasfigurata di Giuseppe Padovano” -Libera Stampa – quotidiano della Svizzera Italiana, Lugano 1993.

•        “Silenzi interiori di Giuseppe Padovano” – Libera Stampa – quotidiano della Svizzera Italiana, Lugano 1993.

•        “Giuseppe Padovano tra ritratti e paesaggi” – Il Giornale del Popolo – quotidiano della Svizzera Italiana, Lugano 1992.

•        “Palazzo Datini per tre ” -La Nazione, Firenze 1991.

•        “Padovano alla Galleria L ‘Angolo” – Il Giornale del Popolo – quotidiano della Svizzera Italiana, Lugano 1991.

•        “Unpittore pugliese ormai affermato a Zurigo” – L’Eco di Locarno – quotidiano della Svizzera Italiana, Locarno 1990.

•        “Presentazioni di grafìche di Picasso alla Galleria il Cigno Nero di Lugano presentata dal Prof Giuseppe Padovano” – Il Giornale del Popolo – quotidiano della Svizzera Italiana, Lugano 1989.

•        “Arte e società nel Novecento” – Edizioni S. P. Procisa, Barcellona (Spagna), 1988.

•        “Dipinti di Giuseppe Padovano al Palazzo Comunale di Me/ano” -ArteCultura – mensile di arte e cultura di Milano, Milano 1988.

•        “Mostra di Padovano alla Galleria nel Mondo dei Fiori” – La Gazzetta Ticinese – quotidiano del Canton Ticino (Svizzera), Lugano 1988.

•        “Colti silenzi interiori di Giuseppe Padovano” – L’Eco – quotidiano di Bergamo, Bergamo 1987.

•        “Il vero ristrutturato con la personalità di Padovano” – Il Coniere del Ticino – quotidiano del Canton Ticino (Svizzera), Lugano 1987.

•        “Da Treccani a Padovano” – Il Giornale del Popolo – quotidiano della Svizzera Italiana, Lugano 1987.

•        “Sozialkritisches Engagement Kaum da ” – Bunden Zeitung – quotidiano del Cantone dei Grigioni (Svizzera), Coira 1986.

•        “Giuseppe Padovano, allievo amato dagli insegnanti di Brera di Raffaele De Grada “- Il Coniere del Ticino – quotidiano del Canton Ticino (Svizzera), Lugano 1986.

•        “Unfigurativo di sapore antico” – Il Coniere del Ticino – quotidiano del Canton Ticino (Svizzera), Lugano 1986.

•        “L’astrattismo di Giuseppe Padovano” -Alla Bottega – bimestrale di arte e cultura, Milano 1977.

•        “Lapersonale  di Giuseppe Padovano a Milano” -ArteCultura – mensile di manifestazioni artistiche, Milano 1977.

•        “Padovano il pittore che guarda al futuro di Domenico Purificato” – L’Eco di Locarno – quotidiano della Svizzera Italiana, Locarno 1976.

•        “Giuseppe Padovano Mailand ” ··· Badendr Zurzak – quotidiano del Cantone di Baden (Svizzera), Baden 1976.

Contributi critici

•        Dalmazio Ambrosion i, i n catalogo della Mostra  di Lugano (Svizzera),  1996.

•        Festival Euroclassic, Germania, 1993.

•        Arnaldo De Angelis, Direttore del Teatro San Carlo di Napoli, 1993.

•        «L’esecuzione dcli ‘opera  “Il Signor Bruschino” (Direttore Vasco Tonello, messa in scena da

1 ·     Giuseppe Padovano) avvenuta il 28 settembre 1993 al Teatro Comunale di Stoccarda (Germania), nel!’ambito del Festival  “Euroclassic” 1993, è stato un meritato successo. L’esecuzione è risultata omogenea e ha messo in rilievo buone qualità vocali e musicali. Essenziale ed in carattere con la tradizione settecentesca dell’opera italiana la scenografia di Giuseppe Padovano. Il forte pubblico ha apprezzato e applaudito lungamente gli artisti» (Arts, 1993) -Arnaldo De Angelis, Direttore del Teatro San Carlo di Napoli.

•        Nani Razetti, in catalogo della Mostra di Lugano (Svizzera), 1991.

•        Giorgio Lazzeri, Direttore del Museo Nazionale Vincenzo Vela di Ligornetto (Svizzera

•        Maria Verzelletti, in catalogo della Mostra di Bologna, 1986.  l

•        Raffaele De Grada, in catalogo della Mostra di Milano, 1983.

•        «A Brera ha imparato “la tecnica del linguaggio pittorico, la sintesi dell’arte autentica nella quale convergono tutti i risultati del dialogo con gli uomini e le cose”» -Raffaele De Grada, 1980.

•        «Giuseppe Padovano affronta con spregiudicatezza creativa il tema (arte e società) nel ‘900. Certamente è un artista che scrive non un critico o un teorico esemplare lo sforzo di cultura fatto da un giovane artista di fronte ai gravi problemi della società odierna» -Raffaele De Grada, giugno 1980.

•        «Dopo aver considerato attentamente quelle che sono le impressioni e le opere di Giuseppe Padovano e quelle che sono le sue manifestazioni d’arte, crediamo di aver compreso in parte il posto che l’artista occupa nella storia dell’arte contemporanea. Chi fa arte, e Padovano compreso ,non   può vivere al di fuori delle forze storiche del tempo in cui vive; solo il bruto e Dio sono al di fuori della storia; l’artista raccoglie in sè le aspiazioni, le ansie, il costume, il modo di vivere e sentire la vita di tutti. Ogni manifestazione artistica è nello stesso tempo frutto dello spirito singolo dell’artista e dello spirito collettivo che forma la storia; si genera quindi da due giganti personalità: il Genio e la Storia. L’opera d’arte, dunque, ha un duplice motivo: quello interiore, a volte quasi inconscio, risiedente nell’intima profondità del mondo del genio, a parte la immediata necessità psicologica di esprimere le immagini pittoriche o poetiche che siano, e quello interiore che si impone necessariamente all’artista e che deriva dal tempo storico in cui egli, a volte, è quasi come costretto inconsapevolmente a condurre la propria esistenza.,. Studiare quindi Destini di animali di Franz Mare, Maschere di De Chirico, Animale ferito di Masson, la Danza di Picasso, Turbine di Gottlieb, La caduta del! ‘angelo di Chagal , Vertigine d ‘Eros d i Matta, percorre le vie di questo profondo infinito microcosmo dello spirito artisti co, studiare tutto ciò equivale a studiare e conoscere le “maschere”, la “danza”, le “ferite”, la “vertigine” della civiltà moderna . In questo “caotico fenomeno complessivo” che è la civiltà moderna vi ve o è costretto a vivere come tutti, Giuseppe Padovano, che interpreta, analizza, indaga le più recondite contraddizioni  di questo mondo, e con animo inquieto produce arte, facendo placare l e sue ansie per un mondo migliore nella sua profonda umanità » – Giulio Carlo Argan , 1980.

•Giulio Carlo Argan, in catalogo della Mostra di Lugano (Svizzera),  1980.

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